Sandro Sanna nasce a Macomer in Sardegna nel 1950, nel 1965 si trasferisce a Roma dove attualmente vive e lavora. Sin da giovanissimo, frequentando l’Istituto d’Arte di Roma,  Sanna ha avuto modo di entrare in contatto con le tecniche tradizionali dell’arte, anche grazie alla lezione di maestri quali Uncini, Lorenzetti e Livi, capaci di trasmettere conoscenza con naturale predisposizione. Nel 1974  inizia ad insegnare negli Istituti d’Arte e a dipingere con grande impegno, alla ricerca di  un suo codice personale. Nel 1975 prende parte alla X Quadriennale d’Arte di Roma. Fin dalla prima mostra personale nel 1979, si manifestano i segni di una grande autonomia che lo distinguerà nel corso di tutta la sua produzione. E’ negli anni ‘80 e ‘90 che il suo lavoro si manifesta appieno proponendo un mondo fantastico ed alternativo, al cui centro vi è “ la luce” che rivela e destabilizza in  una costante modificazione della realtà visibile e concettuale. Sono di questo periodo i Campi Magnetici, Tra la superficie e l’aria, monocromi di grandi dimensioni dove la gestualità e il segno sono protagonisti di un lavoro di grande riduzione dell’immagine, che rende la superficie vibrante e spaesante. Il suo intento è di andare oltre la pelle  del visibile, oltre la realtà enunciata delle cose.  Con uno sguardo sempre più attento  rivolto al caos  e all’armonia cosmica, prendono corpo i lavori  Pietre e Geodi  (1993), successivamente le  Meteore, emergono volumi tra luce e ombra, ori e neri. Partecipa alla Biennale d’Arte Città di Milano del 1989 e 1993, al Premio Marche del 1990; sempre di questo periodo sono le personali alla Galleria Giulia di Roma del 1987, 1990 con la luce formante, con testo di Patrizia Ferri. Un altro elemento attorno a cui si struttura il lavoro di Sanna oltre la luce, è la ricerca costante della mutevolezza dell’immagine, ottenuta anche  grazie all’utilizzo di microfilm metallici e sintetici, che hanno una loro peculiarità cromatica e riflettente  e offrono allo sguardo una costante metamorfosi/mutazione attivata dal movimento dell’osservatore. A metà degli anni Novanta, Sanna compone  il ciclo di opere “Bisanzio”, ove la superficie è segnata da punti luminosi che evocano tridimensionalità, aggetti capaci di  proiettare la loro ombra  sulla superficie stessa, come corpuscoli sospinti dal vento in un’ onda di polvere di luce che segna il buio, presentato nel ’94 con la cura di Luigi Meneghelli in una personale presso la Galleria Giulia in Roma. Anche nelle elaborazioni successive, i Muri d’acqua, Derive, Maglie e Derive e i Geodi che costituiscono la naturale evoluzione della serie di opere precedenti, la luce  e la forma si trovano a coincidere in un unico agglomerato di materia impalpabile e riflettente.  Nel ’97 è invitato alla manifestazione l’Arte a Roma dove riceve il premio acquisto della Galleria Comunale d’Arte Moderna. Nel 1998 tiene una mostra personale presso il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell’Università la Sapienza di Roma. Nel 2000 la personale presso la Galleria Ronchini Arte Contemporanea di Terni e la partecipazione alla  IX Biennale d’Arte Sacra di S. Gabriele (Te). Ancora in quell’anno in una grande  mostra personale curata da Maurizio Calvesi e Augusta Monferini, propone opere del decennio 1990- 2000 al Palazzo De Riso Gagliardi di Vibo Valentia e la personale Segni d’aria e di terra allo Studio S di Roma. Nel 2001 partecipa alla 8ª Biennale Internazionale del Cairo.  Presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Ciampino (Roma) propone Cosmogonia 2001, installazione di grandi dimensioni (21 mq.) composta da 70 tele di cm 50×60 ciascuna, ispirata dal lento dinamismo cosmico, con testi di Augusta Monferini e Lorenzo Canova . In questi anni si intensifica la realizzazione di nuove opere nelle quali con l’evocazione tridimensionale l’artista intende dar vita a sculture nel piano, ricavando spazi d’immersione, il  suo intervento è quasi sempre di natura installativa, finalizzato ad interpretare e simulare la terza dimensione. Nel  2003 con la cura di M. Calvesi e A. Monferini, allestisce negli spazi (redazione) della CAM  la mostra Metallica, in cui propone una serie di quadri-installazione sul tema del riflesso, dell’immagine e il suo doppio, in tale circostanza per la nuova sala della redazione, realizza un grande mosaico pavimentale.  Nel corso degli anni  Sanna esplora e continua ad esplorare con particolare sensibilità il rapporto tra luce e oscurità, luce come elemento poetico  fondante . Si passa dai monoliti geometrici di Moonlight, che sembrano mossi da forze magnetiche, alla sequenza delle forme di  Metallica,  che danno vita ad una struttura simmetrica marciante in movimento ritmico. Maurizi Calvesi,  critico d’arte di fama internazionale, definisce così l’azione dell’artista: “Sanna è un pittore astratto non perché abbia eliminato gradualmente la figura, ma perché il suo immaginario è quello appunto di un universo vergine, dove nessuna figura ha ancora stampato la propria ombra e dove il principio della vita aleggia nella sua misteriosa, pura essenza”. Nel 2003 realizza “Meteora” un percorso di luce,  opera in acciaio e luci di grandi dimensioni, commissionato da ACEA e Comune di Roma, che si estende tra il primo tratto della via Appia Nuova e Piazza Re di Roma.

Nel 2004 il Museo Nazionale d’Arte della Romania a Bucarest e il Museo Nazionale d’Arte della Moldova a Chisinau gli dedicano due grandi mostre personali, con opere che vanno dal ’90 al 2004. Nel 2005 partecipa all’Esposizione Universale di Aichi e le sue opere sono state presentate dal MAE in una mostra itinerante negli Stati Uniti, nelle città di Los Angeles, San Francisco, Chicago e Washington. Nel 2006 ha partecipato alla mostra Mito e Velocità alle scuderie del Cremlino a Mosca, a Natura e Metamorfosi a Shangai e Pechino, ad Out Art, Arte Contemporanea a Villa dei Quintili a Roma e a Lights On presso la Galleria Artiscope di  Brussells. Nell’anno successivo partecipa alla mostra Baltico Mediterraneo, Italia-Finlandia a confronto, tenutasi presso il Museo Nazionale di Castel S.Angelo a Roma.

Nello stesso anno, le sue opere della Collezione Farnesina vengono esposte nella mostra itinerante Viaggio nell’arte italiana 1950-80, cento opere dalla Collezione Farnesina, che attraversa Sarajevo, Sofia, Budapest, Bucarest. Sanna è inserito nella Nuova Collezione permanente  presso la Galleria Civica di Arte Contemporanea di Erice G. Perricone (TP).

Nel 2008 è in Cina con la mostra Energie Sottili della Materia, all’Urban Planning Exhibition Center di Shanghai e presso la China National Academy of  Painting a Beijing. Partecipa successivamente alla mostra Sconfinamenti, tenutasi presso il Museo Nazionale di Castel S. Angelo a Roma.  Nello stesso anno partecipa al 59° Premio Michetti, ove riceve il Premio acquisto Ruffini.

Nel 2009, Dinamismo/Spazio/Luce Nera, G. Balla, L. Fontana, R. Almagno, S. Sanna, a cura di Lorenzo Canova, Università del Molise, Campobasso.

Nel 2010 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli attribuisce il prestigioso Premio Leonardo Paterna Baldizzi per la scultura, per l’opera “Meteora”. Sempre nel 2010 partecipa alla 54ª Biennale di Venezia.

Sanna è presente con alcune opere di grande formato nella Collezione VAF-Stiftung presso il MART di  Rovereto e nello stesso museo nel 2011 è inserito nella mostra 1947 – 2010, Percorsi riscoperti dell’arte italiana, Collezione VAF-Stiftung.

Nel 2012 presso il Museo Carlo Bilotti di Roma, nella doppia personale La Luce Oscura della Materia, Sandro Sanna – Roberto Almagno, curata da Lorenzo Canova,  propone il nuovo ciclo dei Primigenia e Origine.

Nel 2013 mostra  personale Dinamismo Statico presso la Galleria Pièce Unique di Beirut, Libano. Sempre nel  2013 la mostra personale Universi Vibranti a cura Marco Meneguzzo e Susanne Capolongo  , presso la galleria d’Arte Cortina di Milano e nella galleria Porta Latina di Roma Origine, Bendini, Guerrini, Sanna, a cura di Tiziana d’Achille.

Nel 2014 alla 65ª edizione del Premio Michetti riceve  il premio “ Dante Ruffini e Maddalena Pettirosso”, prende parte alla mostra   La Luce e l’Icona, con la cura  di Lorenzo Canova, Cimitile Basiliche Paleocristiane (NA).  Nel 2015 mostra personale  aMare, con testo di Alberto d’Ambruoso, Galleria Tralevolte, Roma; è invitato al Premio Vasto, Scuderie di Palazzo  Aragona,  Vasto (CH). Nel 2016 partecipa alla mostra Fragili Eroi, cura di roberto Gramiccia, Museo Carlo Bilotti, Roma.

Nel 2017 personale  A Geometria da Natureza, presso l’IIC di Lisbona. Nello stesso anno espone con due grandi opere installative a  Il Cammino delle Certose, con la cura di Anna Imponente, Certosa di San Lorenzo, Padula (SA);  e ancora la mostra personale Alcuni Indizi, Studio Presta/Timia Editrice, Roma.

Opere dell’artista sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali si ricordano: la Galleria Nazionale d’arte Moderna, il MACRO,  la Collezione permanente della Farnesina presso il  MAE e Palazzetto Venezia in Roma.

 

 

Hanno scritto di Sandro Sanna:

Airos, V. Apuleo, Alan G. Artner, P. Balmas, E. Bilardello, F. Briguglio, M. Calvesi, L. Canova, A.Capaccio, S. Capolongo, L. Caramel, M. Carboni, C. Carlino, V.Ciarallo, A. Dambruoso, Jessica Dawson, T. D’Achille, F. D’Amico, M. De Candia, N. Encolpio, L. Fantò, M. G. Ferrarini, P. Ferri, G. Franceschetti, M. Gallo, S. Guarino, D. Guzzi, A. Imponente, Soh Joo, M. Locci, L. Mango, F. La Manna, L. Mattarella, L. Meneghelli, M. Meneguzzo, A. Monferini, M. Novi, Raluca Patru, V. Perna, Federica Pirani, Fresia Rodriguez Cadavid, Sergio Rossi, F. Ruggeri, S. Schiesaro, P. Serra Zanetti, F. Simongini, G Simongini, C. Siniscalco, L. Tallarico, Marisa Vescovo, E. Vitaliano, Paula Voicu, John Yau, R. Zuccaro.